Stavolta non si va troppo lontano, saranno manco 100 km per Latina.
Suonano gruppi di amici ed è un motivo in più per farsi un viaggetto toccata e fuga a Littoria, città in cui non abbiamo mai messo piede.
Incastriamo la distro in macchina, sempre più pesante 'tacci de pippo (noto politico fascista locale), si caricano i soci e si morde l'asfalto mentre i
Colonna Infame ci allietano la visuale del traffico locale, intenso ma dalla parte opposta della carreggiata, mentre noi invece si va abbastanza spediti.
Parliamo poco perchè ci rode il culo.
Direzione Pontina. Qui scatta una gara di sorpassi con un signorotto psicopatico che si diverte ad abbagliarci e poi a superarci, dopodiche si mette davanti a noi e rallenta. Ci vede sbraitare nel nostro abitacolo e probabilmente non immagina che stiamo urlando a squarciagola che il punk è moda ma non per noi.
Sul più bello, quando decidiamo che è il caso di speronarlo, il tipo gira a Torvaianica e noi ci dispiaciamo un po'.
Così cambiamo disco e la lungimiranza dei
Kina ci avvolge fino a quando incontriamo una serie di rettilinei e quartieri squadrati, siamo arrivati.
La nostra autostima torna a galla per un po' mentre ci rendiamo conto che non ci stiamo perdendo, anche il rodimento si scioglie: incontriamo i primi amici, i
Vermenara.
Oltre al punk-hc e a tutto quello che significa (cioè?), ci lega un interesse comune: la stima incondizionata per
GG Allin, il rocker marcio (e imbecille?), violento e criminale che tutti i veri punk vorrebbero come confidente e amico del cuore. E quindi si parla di GG, dei capolavori della Troma e di altri filmacci random (approfondiremo meglio la cosa), poi andiamo incontro all'Ebbreo, che ci accoglie calorosamente, da vero padrone di casa.
In un attimo ci troviamo "uniti nell'abbraccio", poi parte l'operazione scroccaggio: il buon Ebbreo porta questo nome ma di fatto è un cuore generoso e ci offre da mangiare e da bere, fa ordinare addirittura una teglia di pizza "per i vegani". Grazie!!
Salutiamo tutti gli amici
Olim Palus e
The Nappies e facciamo amicizia con un simpaticissimo ragazzo dell'Alabama, David, punk fino al midollo; non so perchè ma mi ha ricordato troppo il John Belushi di
Animal House, ma più pazzo e più simpatico. Da bravi italiani parliamo con lui di pizza, pasta e concerti. Ci interrompiamo per chiacchierare un po' con i
Neid, altrimenti avremmo snocciolato il resto dell'elenco dei luoghi comuni di questa squallida nazione di provincia.
Bella l'atmosfera, sul serio. Ultimamente stanno venendo fuori una serie di situazioni in cui sembra che si può respirare un'aria più distesa, più amichevole ma anche più consapevole di quello che si sta facendo, dopo anni di ringhi e occhiate di sguincio. E questa è stata una di quelle occasioni in cui ci siamo sentiti parte di qualcosa, parte di una scena.
Basta discorsi seri e torniamo a noi.
Forse parte un mezzo soundcheck ma siamo distratti, siamo troppo occupati a riempirci la pancia: birra e pizza, cosa volere di più?
La musica a palla? Arriverà anche quella.
Stasera sono di scena
Neid,
Olim Palus,
What? e
Vermenara.

Aprono le danze le (due ragazze e un ragazzo, vince il femminile, mi dispiace Cuse)
What?, combo di Acilia, giovanissime e grintose. Primo concerto col nuovo batterista, che suona pure nei
Vermenara, ma se non ce lo dicevano loro non ce ne saremmo accorti perchè i pezzi filano via veloci e tiratissimi senza intoppi. Alternano pezzi in italiano e in inglese, poi sentiamo una schitarrata e una frase urlata che suona familiare,
Finirà mai !
Grandi!! In sei anni di concerti non c'è mai capitato di sentire qualcuno che rispolverasse dal vivo i papà dell'anarcopunk nostrano.
Si, ci emozioniamo un po' e basterebbe anche solo questo per convincerci.
A fine esibizione un rapido scambio di demo e battute.
E visto che ci stiamo dedichiamo due parole anche a questo cd, scaricabile
qui.
Un demo, cioè un demo vero, concreto, masterizzato su cd, non scaricabile e basta. E chi li vede più in giro!!
Eppure ai primi concerti noi ci riempivamo le tasche di dischetti come questo, costavano meno dei cd e si avvicinavano di più al suono sporco e furioso che volevamo sentire. Il nostro percorso nel punk è legato a fanzine e cd-r e vedere che questi stanno sparendo dispiace.
Ma torniamo alle
What?. C'è tanta America nei loro pezzi, America filtrata dall'orecchio italiano. Ci sembra di capire che si ispirano al suono della Roma hc degli ultimi anni, hardcore molto veloce e senza troppi fronzoli: un solo pezzo supera il minuto, batteria a manetta, voce femminile acuta, chitarra minimale ma decisa, niente assoli: ci sono tutti gli ingredienti che ci piacciono. Però dentro ci sta anche il punk hc italico degli '80 che furono... o forse siamo solo noi monotematici che sentiamo solo quello che vogliamo sentire.
Un solo pezzo è in italiano e purtroppo nel demo concreto non ci sono i testi che però stanno
qui. Se uno mastica l'inglese o se va a cercarseli, scopre che chi li ha scritti è piuttosto incazzata e si scaglia contro l'apatia, contro il sistema, contro la marmaglia e contro i punx for fun.
I pezzi che ci piacciono di più sono
Smettila che diventerà un cult, ne siamo sicuri, e la campanilistica
AVG, neorealismo hc con senso dell'umorismo.
Notevole la copertina fumettona disegnata a mano, questa è classe!
Una ventata d'aria fresca che ci voleva proprio.
Ah, ultima nota a favore: il dischetto è pure gratis!!
Dopo aver preso uno stock di questi demo vaghiamo un po' per il posto, fino al turno dei
Vermenara, altri giovinastri dalla provincia. Non che gli altri gruppi non siano giovani, ma questi primi due sono ancora più giovani perciò tanto di cappello alle nuove leve.
I
Vermenara ci hanno fatto rizzare le orecchie per la prima volta durante un loro vecchio concerto, quando sono stati gli unici a ricordare la memoria del rimpianto Mario Magnotta. Questo dovrebbe bastare a far comprendere lo spirito scanzonato del gruppo che però, presi gli strumenti, si lancia alla rincorsa di ritmi feroci sfogando più rabbia che ironia in pezzi rapidi e incisivi e con una presenza scenica niente male.
Riconosciamo soltanto i pezzi dello space e alcune strizzatine d'occhio metallare, poi momento di giubilo quando promettono una cover dei
Bruno Marcio per il futuro (e mo ve tocca!). Grandi ragazzi, anche qui aria fresca e vecchie radici e il risultato si sente.
Ah,
Vermenara e
What? hanno creato un
A-Crew, ma chiedetelo a loro di cosa si tratta.
Nel frattempo chiacchieriamo con Capò, salutiamo il mitico Sveden, poi Lorenzo, pericoloso frontman di
Using a Cold Knife e
Autocancrena e a sorpresa becchiamo anche Magrone che ci spiffera una novità da brivido... di cui però non faremo parola.
Tocca ai
Neid e ci prepariamo a un quarto d'ora di foga e bordello fast, sempre più fast, ancora più fast. Li abbiamo visti all'opera in parecchie occasioni, ma ogni volta è uno spettacolo. Questa sera sono particolarmente in forma, l'ironia al vetriolo del cantante è interrotta dalle sua grida cupe e ingiuriose e dal bordello che il gruppo tira fuori. E adesso hanno anche una seconda chitarra che ci sta molto bene. Come una scarica di cazzotti arrivano tutti insieme pezzi vecchi e nuovi e cover da brivido. Questa è proprio la serata delle cover d'occasione e i
Neid rifanno i
Black Flag... ma a modo loro: delirio!
Cattivi e "trucidi" al punto giusto, suonano praticamente in tutta Italia (quasi contemporaneamente) perciò se ve li perdete siete dei poveri fessi.
Altra pausa, altro giro, altre chiacchiere, altro pezzo di pizza.
Tocca ai padroni di casa, alfieri di un crust tetro, sporco, cattivo ma non malandato.
Doppia voce a scandire testi inquietanti che però non riesco a capire... e continuo ad avere l'impressione di percepire solo la parola "televisione", cerco di sentire meglio per capire se fa parte di un ritornello, ma niente. Più politicizzati che marci, più incazzati che puzzolenti, vanno avanti per un po', tra caos crust e chitarre intrecciate, la prima dà le spalle al pubblico, la seconda fa per due: stasera l'Ebbreo sta dando il meglio, alza le braccia, muove le mani e contemporaneamente suona la chitarra. Dobbiamo ricordarci di chiedergli come si fa a fare più cose contemporaneamente. La scaletta fila tra l'approvazione del pubblico che muove la testa e partecipa allo spettacolo.
Sembra più una festa che un massacro di innocenti... ehm volevamo dire che un concerto hardcore!
Finale a bomba e poi si staccano gli strumenti. Noi ci facciamo altre chiacchiere, poi saluti, abbracci, soddisfazione, promesse di collaborazione che si stanno concretizzando e poi scappiamo di corsa che tocca tornà indietro e la mattina c'è sempre la sveglia presto. Viaggio di ritorno sonnolento, optiamo per la radio che tra messe (al culo) notturne, programmi in diretta continua con i tutori dell'ordine (sigh) e amenità sull'acool ci culla fino a casa.
C'è bella gente a Latina, si c'è bella gente.